Chi siamo — Chi c'è dietro Arkeda.
Una squadra piccola, che disegna e monta le stesse cose.
La nostra storia
Da dove veniamo
Arkeda ha aperto nove anni fa a Capurso, e da allora fa la stessa cosa: progetta interni su misura e se li costruisce da sé. Prima lo showroom di Via Epifania, poi il laboratorio, e oggi il nuovo showroom in zona industriale — nello stesso capannone dove si lavora il legno.
La squadra
«Se puoi sognarlo, puoi farlo.»
È il mantra di Vito Lagioia da quando ha aperto: non una frase da mettere in vetrina, ma il modo in cui risponde quando qualcuno arriva con un'idea che gli hanno già bocciato altrove.
Nel lavoro di tutti i giorni vuol dire una cosa precisa. Il sogno lo porta il cliente — un armadio dentro una falda, una cucina in due metri e quaranta, una parete che deve sparire. Il mestiere sta nel farlo stare in piedi davvero, con le misure vere e senza scorciatoie.
Vito Lagioia — titolare, progettista e responsabile di cantiere
Disegna i progetti e li segue fino all'ultima vite. È la ragione per cui il pezzo che esce dal disegno è lo stesso che entra in casa tua: chi lo ha pensato è anche chi lo monta, e quando in cantiere qualcosa non torna è lui a decidere come si risolve.
Katia
Moglie di Vito e figura centrale di Arkeda fin dall'inizio: se Vito è quello che disegna e monta, Katia è l'altra metà per cui l'azienda sta in piedi.
Le nostre regole
Tre cose su cui non trattiamo, qualunque sia il progetto.
Anche quando la cifra non piace. È più veloce per tutti.
Abbiamo mandato via clienti da una cucina su misura consigliandone una componibile. Sono tornati per il resto della casa.
Non quando è montato.
Il laboratorio
Perché il laboratorio è dentro
Arkeda ha un laboratorio attrezzato nello stesso capannone dello showroom. Non serve a costruire i mobili da zero: serve a farli entrare dove devono entrare, e a non lasciare mai un lavoro a metà per un centimetro.
«Il su misura vero si riconosce da cosa succede quando qualcosa non torna. Se hai il laboratorio dietro l'ufficio, lo risolvi. Se ce l'hai a trecento chilometri, lo giustifichi.»
Ci trovi a Capurso
